Azienda agricola La Corona

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Azienda agricola La Corona

I veri intenditori non bevono vino, degustano segreti
 

​L’azienda agricola La Corona, a conduzione familiare, nasce nel 1996 con l’intento di produrre Moscato di Scanzo.  Sia l’azienda sia la vigna si trovano nel territorio di Tribulina, nella zona collinare di Scanzorosciate, sulle prime propaggini delle Prealpi bergamasche. La vigna è circondata da un bosco secolare in cui prosperano animali selvatici di tutti i tipi. Il ripido pendio e la completa esposizione a Sud, Sud-Est fanno in modo che tutta la potenza del sole venga catturata e racchiusa nei grappoli scuri del Moscato di Scanzo. Alla vendemmia i grappoli vengono posti su dei graticci, per un lungo appassimento, poi vengono pigiati e il vino lasciato maturare per ben due anni in una fresca cantina scavata nella roccia. È così che diventa un ottimo Moscato di Scanzo D.O.C.G.

La filosofia aziendale è quella di curare nei minimi particolari la piccola produzione dei propri prodotti, puntando tutto sulla qualità. La continua ricerca di innovazione, unita a una sana tradizione, ha permesso di raggiungere ottimi risultati.
Un breve cenno alla storia e alla leggenda di questo vino da meditazione. Si narra che Ateste (fondatore di Este) si fermò sulle rive del fiume Serio portando con sé un vitigno rosso da cui fu ispirato nel dare il nome al luogo “Ros” (grappolo rosso). Nel tempo poi divenne Rosate e successivamente Rosciate. La prima testimonianza storica scritta è datata 1347 e riconducibile alle guerre tra Guelfi di Scanzo e Ghibellini di Rosciate per disputarsi le ambite botticelle di “moscadello”. Molti secoli dopo, nel 1780, il pittore e architetto Quarenghi donò questo vino alla zarina Caterina II di Russia e da qui il Moscato di Scanzo conquistò la sua fama e notorietà in tutto il mondo, fino a diventare il più caro vino quotato alla borsa di Londra verso la metà del 1800.
Un vino di grande pregio che è un Moscato passito a bacca rossa, ottenuto da vitigno autoctono coltivato su un territorio di soli 31 ettari, esclusivamente nella fascia collinare del comune di Scanzorosciate, nella provincia di Bergamo. La denominazione è limitata solo a questa zona per la tipicità della roccia chiamata ‘Sass de Luna’: è una formazione calcareo marnosa molto particolare che affiora sulle colline scanzesi. È di incredibile durezza e resistenza, ma una volta esposta al tipico microclima collinare e agli agenti atmosferici, si sgretola diventando polvere. Il terreno acquisisce così un’alta mineralità e una scarsa disponibilità idrica: due caratteristiche fondamentali per questo tipo di uva che diventa, nel tempo, molto resistente alla siccità, più sana, profumata e ricca di aromi riconducibili alla famiglia dei Moscati. Durante il giorno, inoltre, accumula il calore solare e di notte protegge le radici dalle gelate.
Vista la produzione molto limitata, è da considerarsi un prodotto di nicchia, ricercato, unico e inconfondibile al palato.

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